Guida inventario agli archivi dell’ASMOS

Guida inventario agli archivi dell’ASMOS Ingrandisci
  • Autore: a cura di Vittoria De Dominicis
  • Anno: 2003
  • Formato: 17 x 24 cm.
  • Pagine: 262 pp., ill
  • ISBN: 88-7145-198-0

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Quando Vasco Calonaci, nel 1983, decise di raccogliere e di archiviare il documenti del PCI senese sparsi negli uffici della Federazione provinciale, nelle decine di sezioni territoriali, nelle case dei militanti e dei dirigenti, aveva due intenti, uno immediato ed urgente, l’altro di più lunga lena.

Il primo consisteva nel salvare dalla dispersione un patrimonio di carteggi, comunicati, manifesti, opuscoli, giornali a stampa e murali, relazioni congressuali, indagini sociali, analisi economiche, studi sui comportamenti elettorali, schede biografiche, fotografie, filmati che avevano scandito, supportato e animato, per quasi cinquant’anni, la vita e l’iniziativa politica della provincia più rossa della rossa Toscana.

Ma a spingerlo fu anche la percezione che un’epoca storica si avviava verso la fine, si incamminava a quel punto di svolta che sarebbe arrivato nel 1991, con lo scioglimento del PCI e la nascita del PDS. In quel momento la discussione sul passato del movimento comunista, da sempre vivace, era particolarmente intensa, aspra e per nulla al riparo da velenose folate di strumentalizzazione propagandistica. Un intero patrimonio di slanci ideali e di azioni, di passioni e di impegno, di successi e di errori rischiava di essere banalizzato, sminuito, ridotto dentro uno schema ideologico che ne avrebbe annientato la ricca, contraddittoria, drammatica complessità. C’erano vari modi per trovare dei correttivi. Uno, e di certo non il meno impegnativo ed importante, sembrò quello di avviare una grande operazione di trasparenza, di aprire un varco che consentisse agli studiosi di scendere verso il passato, di addentrarsi in esso, avendo a disposizione un’ampia scelta di strumenti per conoscere, valutare, interpretare i fatti e le loro motivazioni. E a proposito di fatti, quello che la documentazione possedesse un prevalente carattere locale pareva assumere un’importanza relativa, sia perché la storia ha significato e dignità a tutti livelli, sia perché, nel caso del territorio senese, il PCI, per la sua diffusione capillare e la sua forza, per il suo profondo, vasto ed originale radicamento nel mondo mezzadrile e in quello operaio, ma anche imprenditoriale, della piccola industria, aveva dato un apporto non secondario alle vicende regionali e nazionali e poteva costituire un ambiente storico di nicchia da cui trarre interessanti tracce di lettura in chiave generale.

Il secondo intento, quello di più ampia prospettiva, fu di creare un centro di documentazione e di studio che, dal PCI e dalle organizzazioni ad esso collegate, si allargasse man mano ad altri partiti e ad altre associazioni e, più in generale, alla società senese nel corso del XX secolo, andando ad arricchire la già ampia presenza di organismi culturali e di istituti di conservazione e di ricerca della memoria storica che, con vocazioni e ambiti specifici, segnavano da tempo il tessuto culturale di Siena.

Molti amici e compagni condivisero il progetto di Vasco Calonaci e lo aiutarono, a vari livelli, nel lavoro. Nacque così l’ASMOS, l’Archivio del Movimento operaio e democratico senese, che, nel 1990, pubblicò il suo primo inventario, strumento indispensabile per rendere fruibili documenti che, fino a quel momento, avevano potuto essere consultati in modo, diciamo così, pionieristico, da pochi appassionati, seguendo percorsi di ricerca approssimativi, affidati in parte alla fortuna, in parte alla memoria topografica di chi raccoglieva e sistemava le filze. Contemporaneamente era stata avviata una vivace attività di convegni di studio, con la successiva pubblicazione degli atti, su aspetti della storia senese del Novecento, dal primo intitolato “Alle origini di una provincia rossa”, a quello dedicato al periodo fascista, a quello sugli anni del secondo dopoguerra e sul difficile, entusiasmante processo di affermazione della democrazia, alla giornata di studio su Ranuccio Bianchi Bandinelli.

Poi Vasco Calonaci scomparve, nel 1998. Ma l’attività dell’Asmos è continuata e, sotto la guida attenta e sapiente di Roberto Barzanti, è cresciuta, si è articolata e consolidata. Una quantità davvero vasta e consistente di nuovi documenti è arrivata, non solo dal PCI, e poi da PDS, e infine, più di recente, dai DS e da Rifondazione comunista, ma soprattutto da decine di persone che, nel momento in cui hanno deciso di consegnare all’Asmos, e quindi di rendere pubbliche, le carte che fino ad allora avevano conservato gelosamente nelle loro abitazioni, sono riuscite a superare timidezza e gelosia, convincendosi che la storia è passata anche attraverso di loro.

Il fatto che molte di queste persone non abbiano svolto la loro militanza politica nel PCI, bensì in un largo ventaglio di organizzazioni che vanno dal Partito d’Azione, al Partito Socialista Italiano, ai movimenti e gruppi che, negli anni Settanta, dettero vita alla Nuova sinistra, ha consentito un vero e proprio salto qualitativo, e ha, in qualche modo, cambiato la natura dell’Asmos in una direzione tanto auspicata quanto gradita: quella di dar vita ad un centro di documentazione che abbracci l’intera sinistra, ma vada anche oltre, estendendosi a tutto l’arco delle forze politiche che hanno agito a Siena e nel suo territorio nel corso del Novecento.

Oggi siamo all’inizio di questo passaggio. Il nuovo inventario che pubblichiamo e che, come si conviene ad un archivio che intende conservare il passato con gli strumenti del presente, non è consultabile soltanto in forma cartacea, ma anche su supporto informatico e in rete, costituisce la misura del cammino percorso e, al tempo stesso segna una meta da superare. Dall’unico fondo del 1991 si è passati a diciannove. La biblioteca ha circa settemila volumi, molti dei quali rari, poiché si tratta di opuscoli e di piccoli libri, talvolta provenienti, in edizione originale, dai paesi di quello che fu il blocco sovietico. L’emeroteca possiede quasi seicento testate. I manifesti classificati sono un migliaio e altrettanti quelli da classificare. Le foto superano le diecimila e i filmati, riversati in videocassetta, le cento unità.

E’ quanto oggi l’Asmos è in grado di mettere a disposizione degli studiosi. Molti giovani, laureandi e dottorandi, l’hanno già scelto, in questi anni, per svolgere i loro lavori di ricerca. L’auspicio è che altri vengano perché se, come scrisse E.H. Carr, la funzione della storia è far sì che l’uomo possa comprendere la società del passato e accrescere il proprio dominio sulla società del presente, e la sua essenza consiste in un dialogo senza fine fra il presente e il passato e in un continuo processo di interazione fra lo storico e i fatti storici, l’Asmos, nella sua piccola, modesta dimensione di archivio locale, può offrire uno dei due punti irrinunciabili di questa delicato e difficile rapporto.

  • Autore a cura di Vittoria De Dominicis
  • Anno 2003
  • Formato 17 x 24 cm.
  • Pagine 262 pp., ill
  • ISBN 88-7145-198-0

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