La collezione degli strumenti di fisiologia

La collezione degli strumenti di fisiologia Ingrandisci

Patrimonio storico-scientifico dell’Università degli Studi di Siena - Mater.iali 9

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  • Autore: a cura di Gigliola Terenna e Francesca Vannozzi
  • Anno: 2006
  • Formato: 14 x 21 cm.
  • Pagine: 128 pp., ill
  • ISBN: 88-7145-230-5

9,00 €

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Sono lieto di poter introdurre questo volume sulla storia della fisiologia curato con grande professionalità da francesca vannozzi e da gigliola terenna. Si tratta di un’opera interessante per l’indagine storica svolta e anche per la piacevole presentazione degli eventi collegati alla disciplina e alla vita accademica degli ultimi 150 anni della nostra università.

La disciplina “fisiologia” ha cominciato a distaccarsi dalle altre discipline mediche tradizionali, specialmente dall’anatomia, fin dalla metà dell’ottocento. Nonostante costituisse una materia fondamentale nell’insegnamento della medicina e fosse stata introdotta anche a siena contemporaneamente alle altre università europee, nella nostra università la ricerca fisiologica ha avuto un ruolo marginale fino a oltre la metà del secolo scorso. Infatti, nonostante la presenza fugace di docenti del calibro di giannuzzi e luciani alla fine dell’ottocento e di pupilli, di giorgio e moruzzi negli anni 1935-’45, la fama internazionale di questi ricercatori è legata a esperienze svolte altrove. Al contrario i fisiologi che insegnarono a lungo nella nostra università non riuscirono in quel periodo a sviluppare linee di ricerca che lasciassero il segno; infatti, gli apparecchi che sono catalogati nell’opera erano utilizzati soprattutto per la didattica che ha, effettivamente, contribuito a formare generazioni di medici ben preparati alla professione secondo le conoscenze del tempo.

La storia raccontata nel testo termina nel 1977 con il pensionamento del professor domini, quando ormai l’ambiente e la mentalità nella fisiologia all’università di siena erano finalmente cambiati.

Curiosamente, la ricerca fisiologica di alto livello a siena inizia in patologia medica quando, nel 1956, arrivano cesare bartorelli e alberto zanchetti, che avevano acquisito una notevole esperienza di lavoro rispettivamente nel laboratorio di pupilli e in quello di moruzzi, fisiologi fondatori di scuole prestigiose a bologna e a pisa, entrambi docenti per breve tempo nella nostra università. Nel giro di pochi anni, bartorelli riuscì nel miracolo di reclutare ottimi collaboratori, reperire spazi e, soprattutto, finanziamenti nazionali e internazionali per progetti di ricerca di grande attualità. Tra i giovani e giovanissimi che, come me, furono attratti dalla prospettiva della ricerca vorrei ricordare emilio bizzi, alberto malliani, maurizio guazzi, domenico regoli e mario comporti che, una volta ricevuta un’impronta educativa fondamentale, hanno conseguito e tuttora mantengono un ruolo di protagonisti all’interno del proprio campo di ricerca.

Grazie a loro, negli anni ’60 compaiono una serie di pubblicazioni su riviste internazionali su argomenti che spaziano dal sonno al controllo della pressione arteriosa e che finalmente fanno entrare la fisiologia senese tra i protagonisti dello sviluppo scientifico internazionale. Mentre nella patologia medica di bartorelli si viveva un’entusiasmante esperienza, anche l’istituto di fisiologia cambiava la propria fisionomia. Infatti, velio bocci, un giovane assistente di giovanni domini, nonostante le difficoltà ambientali legate a una mentalità ereditata da una tradizione ormai secolare che considerava la ricerca un optional se non un fastidio, riusciva a organizzare un laboratorio e un gruppo di ricerca e a sviluppare temi innovativi tanto da pubblicare nel 1959 sulla rivista “esperientia” un lavoro fondamentale e pionieristico sull’interferone.

Oggi nell’università di siena la fisiologia viene insegnata in più di venti corsi di laurea e la ricerca scientifica si svolge in laboratori ricchi di attrezzature adeguate e diretti da docenti competenti, motivati e apprezzati in ambito internazionale che continuano a stimolare l’interesse dei giovani per questa disciplina.

  • Autore a cura di Gigliola Terenna e Francesca Vannozzi
  • Anno 2006
  • Formato 14 x 21 cm.
  • Pagine 128 pp., ill
  • ISBN 88-7145-230-5

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