Città e Necropoli d'Etruria

«Ancora oggi non esiste una migliore introduzione allo studio dell’antica Etruria che la lettura di questo piccolo capolavoro; la

sua grazia e il suo pregio rimangono inalterati dopo un secolo»

2 volumi indivisibili

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  • Autore: George Dennis
  • Anno: 2015
  • Formato: 16x23
  • Pagine: 1264
  • ISBN: 9788 87145 348 8

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Quest’opera è il frutto di parecchi viaggi fatti in Etruria tra gli anni 1842

e 1847. E’ sta scritta sotto l’impressione che le Antichità di questo paese,

che hanno suscitato grande interesse in Italia e in Germania durante gli

ultimi venti o trent’anni, meritano più attenzione di quanta ne abbiano fin

qui avuta dal pubblico britannico; in special modo da quei gruppi dei nostri

connazionali che annualmente attraversano questa classica regione nei loro

spostamenti tra Firenze e Roma. Pochi inglesi, eminenti per classe sociale

o per ricchezza di cultura, sono stati virtualmente al corrente di questo

argomento – ma fino alla comparsa del lavoro della Signora Hamilton Gray

sui “Sepolcri d’Etruria” la gran massa del pubblico era in uno stato di profonda

ignoranza o indifferenza. Questa signora merita ogni lode per avere

portato per prima l’Etruria a conoscenza dei suoi conterranei, e per avere,

in grazia del suo stile e capacità della sua fantasia, reso un argomento così

proverbialmente arido e ostico come è lo studio delle Antichità, non solo

accessibile ma fortemente attraente. Il suo lavoro, comunque, è lungi dall’essere

soddisfacente, come dichiareranno tutti coloro che l’hanno adoperato

come guida; infatti vi sono molte località di grande interesse che non

sono state descritte, e in alcune di quelle descritte mancano monumenti di

grande importanza che sono stati scoperti in epoche successive. E’ per supplire

a tali manchevolezze che io presento questi volumi al pubblico. Io

spero di accrescere e inoltre di soddisfare l’interesse e la curiosità che la

signora ha stimolato nei confronti del misterioso popolo, a cui l’Italia deve

la sua prima civiltà.

Lo scopo principale di questo lavoro è di servire come guida a coloro i

quali volessero di persona prendere conoscenza con le superstiti vestigia

della civiltà etrusca. La materia quindi è sistemata in maniera tale che il

viaggiatore può facilmente venire a conoscenza di quei monumenti che troverà in ogni particolare località. Ho pensato che fosse opportuno aggiungere

brevi notizie della storia di ciascuna città, così come può essere appreso

da antichi scrittori, con la mira di offrire interesse alla visita del viaggiatore,

come anche di dare al libro un certo pregio per coloro che volessero

usarlo, non come un manuale, ma come un lavoro di consultazione classica

e antiquaria. Inoltre poiché lo scopo preciso del lavoro è di servire da guida,

le esigenze e i bisogni del viaggiatore sono stati tenuti nel debito conto –

con la fissazione delle distanze, con cenni ai mezzi di trasporto, alla possibilità

di alloggio lungo il cammino, e altre notizie similari, che, si spera,

possano rendere il lavoro più gradito al viaggiatore, dal momento che si

rivolgono a suo esclusivo uso e beneficio.

Qualche scusa deve ritenersi necessaria per le abbondanti note che

danno al lavoro pretese eccessive per un semplice manuale. Poiché nella

stesura dell’opera ho avuto occasione di fare frequenti riferimenti ai classici

e ai moderni lavori di archeologia, mi è sembrato che con la citazione

delle mie fonti io dovessi evitare il carico di dichiarazioni imprecise o prive

di fondamento; mentre nello stesso tempo, col radunare e sistemare queste

fonti secondo i diversi argomenti a cui si riferiscono, e col manifestare i

documenti da cui poté essere tratta la primitiva informazione, io avrei reso

un servizio allo studioso e al ricercatore di antichità. Ancora per evitare di

gonfiare il lavoro a una mole eccessiva, io mi sono contentato, per la maggior

parte, di una semplice indicazione invece di riferire per intero la citazione.

Sebbene il rivelare come quest’opera sia stata costruita possa essere

inutile o anche poco piacevole per il lettore comune, per lo studioso di queste

cose non si rivelerà cosa sgradita.

Sento il dovere di esternare la mia riconoscenza a Cluver, Müller, e ad

altri scrittori, vivi o morti, che devo qui citare in termini vaghi, perché

sarebbe impossibile puntualizzare la fonte da cui ogni riferimento o impressione

è stato derivato. Comunque anche se mi sono avvantaggiato dei lavori

altrui, io ho attentamente controllato le loro fonti, o, quando questo era

impossibile, ho addossato la responsabilità a ognuno in particolare.

Devo così cogliere l’opportunità di pagare il mio personale tributo di ringraziamenti

ad alcuni studiosi viventi, i cui nomi sono circondati dalla

stima di tutti gli europei; in particolare modo ai dottori Braun ed Henzen,

segretari dell’Istituto Archeologico di Roma, per la gentilezza usata nell’accordarmi

ogni facilitazione per la continuazione dei miei studi, specialmente

col mettere a mia disposizione la ricca biblioteca dell’Istituto. A questi

io devo aggiungere i nomi del professor Migliarini di Firenze, la cui affabile cortesia mi è stata di grande vantaggio nel soggiorno in questa città; e

di Mr. Birch, del British Museum, che mi ha favorito con le sue notazioni

dei due sarcofagi di Musignano, descritti nel cap. XXIX di questo volume.

Neppure devo dimenticare di far menzione del mio amico e compagno di

viaggio Mr. Ainsley, al quale io sono debitore del libero uso delle annotazioni

dei suoi viaggi in Etruria, come pure di molti schizzi usati per illustrare

questa opera.

I disegni delle opere murarie, tombe, e altri resti locali, sono stati in massima

parte fatti da me con la camera lucida. Quelli di piccoli oggetti sono

generalmente tratti da varie opere poco conosciute in Inghilterra. La maggior

parte delle piante di antiche località sono pure ricopiate, ma due sono

state disegnate da me, e sebbene non vantino una precisione scientifica,

saranno trovate sufficientemente curate per gli scopi del turista. La Carta

generale d’Etruria è stata tratta principalmente dalla Carta di Toscana del

Segato, con l’aiuto della “Campagna di Roma” del Gell e del Westphal, e

delle carte ufficiali dello Stato Pontificio.

Attraverso questo lavoro la mia mira precipua è stata la verità e la precisione.

Almeno metà del manoscritto è stato scritto in Italia, e la maggior

parte di questo è stato controllato da frequenti visite alle scene descritte.

Nondimeno, il libro ha, senza dubbio, la sua parte di errori e imperfezioni.

Coloro i quali lo prendono in mano per semplice divertimento, penseranno

che io ho parlato troppo, lo studioso o il ricercatore di antichità che io ho

detto troppo poco sugli argomenti trattati, – da una parte io posso essere

accusato di superficialità, dall’altra di lungaggine e noia. A tutti faccio le

mie scuse con le parole di Plinio – Res ardua, vetustis novitatem dare, novis

auctoritatem, obsoletis nitorem, obscuris lucem, fastiditis gratiam, dubiis

fidem, omnibus vero naturam, et naturae suae omnia – “Non è cosa facile

dare aspetto di novità a cose antiche, autorità alle nuove, splendore alle trascurate,

luce alle oscure, favore a cose cadute in uggia, fede alle dubbie,

dare la propria natura a ognuna, e tutte collocare nella loro natura”.

  • Autore George Dennis
  • Anno 2015
  • Formato 16x23
  • Pagine 1264
  • ISBN 9788 87145 348 8

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