Siena e l’acqua

Siena e l’acqua Ingrandisci

Storia e immagini della città e delle sue fonti

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  • Autore: testi di Duccio Balestracci, Maria Assunta Ceppari Ridolfi e Patrizia Turrini - introduzione di Vinicio Serino - foto del Siena Foto Club
  • Anno: 1998
  • Formato: 17 x 24,5 cm.
  • Pagine: 208 pp., ill
  • ISBN: 88-7145-139-2

15,50 €

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Questo libro è nato per caso. O meglio per volontà di quanti, nella primavera di tre anni fa, visitarono la mostra “Siena e l’acqua”, or­ ga­ nizzata dalla Associazione Ricerche Ar­ cheo­ lo­ giche sotto le volte della Loggia della Mercanzia per presentare le straordinarie im­ ma­ gini catturate dagli amici del locale Foto Club e per rinnovare la memoria di Maria Pia Zani Ciam­ poli. Furono proprio quei numerosi visitatori che sollecitarono la pubblicazione di un catalogo in cui venissero adeguatamente raccolte le foto dei pozzi, delle fontane e delle fontanine che, da molti secoli, contribuiscono ad accrescere la grazia e l’armonia di questa città. Fu allora che maturò l’idea di abbinare a quelle immagini così cariche di suggestione testi che illustrassero la storia, ma anche i miti, le leggende, persino le curiosità legate all’acqua. Bene insostituibile, alla ricerca del quale i senesi, fin dalle origini della loro esperienza comunale, avevano dedicato tante risorse e tante energie. Grazie alla passione di Duccio Balestracci, di Maria Assunta Ceppari e di Patrizia Turrini è stato così realizzato, a uso e consumo del lettore attento e sensibile, un percorso che, suggerito dalle foto di Luca Liserani e degli amici del suo Club, introduce alle vicende antiche di Siena. Passando attraverso angusti vicoli dominati da austeri palazzi ricchi di innumerevoli storie. O battendo le strade dei rioni, per inseguire gli odi irriducibili e gli amori esaltanti suscitati dalla carriera del Palio. O, ancora, penetrando nel sottosuolo tufaceo della città, in quel mondo segreto dei “bottini” che tanto impressionò l’imperatore Carlo V. Sì da indurlo ad affermare che Siena era addirittura più bella al di sotto che non in superficie. Siena e l’acqua, allora. Anche per sfatare il mito improvvidamente suscitato dal padre Dan­ te quando, nel XIII canto del Purgatorio, fa dire alla nostra concittadina Sapia, colei che non fu “savia” perché “de li altrui danni più lieta assai che non di ventura” sua: “Tu li vedrai tra quella gente vana / che spera in Talamone, e perderagli / più di speranza ch’a trovar la Diana”. Invero, con buona pace del “ghibellin fug­ giasco”, i senesi non furono poi “gente va­ na” poiché, fin dalla fondazione del loro pic­ colo ma efficiente stato, avevano pur rinvenuto quella preziosissima acqua, “umile et casta” secondo gli insegnamenti di Frate Fran­ cesco, che doveva servire non solo a estinguere la loro sete. Ma anche a consentire l’incipit di tante, fondamentali attività produttive che avrebbero consentito alla loro città di occupare un ruolo tutt’altro che secondario nel contesto socio-economico dell’epoca. Ma, al tempo stesso, Siena città magica quante altre mai ov­ ve­ ro, secondo l’antica definizione di Mario Bus­ ­ sagli, “immenso reattore metafisico”, in­ trattiene con l’acqua un rapporto di segno particolare. Mol­ to particolare. Quel fiume sotterraneo che aveva suscitato l’ironica perplessità di Dante è significativamente denominato Diana. Pos­ siede, cioè, il nome della divinità romana, corrispondente alla Artimini etrusca, raffigurata come la vergine notturna e cacciatrice che protegge le donne incinte e presiede ai parti. Ha, quindi, a che fare con le acque della vita, col liquido provvidenziale nel quale nuove esistenze si apprestano a godere della calda luce del sole per contribuire alla continua, armonica rinascita del­ la natura e dei suoi cicli. L’acqua di Siena è, dunque, la Diana, sim­ bolo di vita sotterranea che si prepara a sgorgare, limpida e pura, dalle belle fonti delle sue strade, delle sue piazze, dei suoi giardini. Appunto, fonti di vita imperitura... Sog­ gia­ cendo alla magia di tali suggestioni spero allora che la lettura di questo libro, frutto del lavoro di tanti appassionati cultori della nostra migliore tradizione – e tra i quali annovero i coraggiosi e sempre disponibili amici editori Marco Lorenzini e Laura Neri – possa indurre senesi e non a riflettere “con mente pura” sull’essenza più vera, e perciò, spesso occulta, di questa orgogliosa città. E intendere così Siena, per dirla con le parole di Titus Burckhardt, “quale la sognavano i suoi costruttori: una città santa”.

  • Autore testi di Duccio Balestracci, Maria Assunta Ceppari Ridolfi e Patrizia Turrini - introduzione di Vinicio Serino - foto del Siena Foto Club
  • Anno 1998
  • Formato 17 x 24,5 cm.
  • Pagine 208 pp., ill
  • ISBN 88-7145-139-2