Re Artù in Toscana

Re Artù in Toscana Ingrandisci

Inchiesta sul ciclo arturiano in Toscana dal XIII secolo a oggi

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  • Autore: Alex R. Falzon
  • Anno: 1996
  • Formato: 15 x 21 cm.
  • Pagine: 64 pp.
  • ISBN: 88-7145-129-5

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“Il quattordicesimo secolo”, scrive Donald L. Hoffman, “fu il secolo arturiano più vitale e più vario della storia letteraria italiana.” (1)

Dalla fine del Duecento a tutto il Trecento, infatti, la Materia di Bretagna si trovò a sconfinare dalle auliche pagine della lirica cortese per approdare infine ai romanzi in prosa e ai cantari nelle piazze cittadine, diffondendosi così tra i ceti meno abbienti ma altrettanto desiderosi di conoscere le novità tradotte d’oltralpe.

Il primo romanzo arturiano scritto da un italiano fu la Compilazione di Rustichello o Rusticiano da Pisa, risalente alla fine del Duecento; fu composto, come allora era ancora abitudine in Toscana come in Veneto, nell’idioma della Francia Settentrionale: la lingua utilizzata sia per gli scambi commerciali sia per quelli culturali. L’autore è lo stesso Rusticiano che fu compagno di prigione di Marco Polo a Genova nel 1298 e che scrisse sotto dettatura, sempre in francese, il Livres des Merveilles, oggi conosciuto meglio come il Milione.

Nel Prologo della Compilazione, Rusticiano afferma di aver adoperato come fonte principale un libro appartenuto al re Edoardo d’Inghilterra attorno al 1273, allorquando il sovrano, di ritorno dalla crociata in Terra Santa, attraversò la penisola italiana. L’opera – che ci è giunta frammentaria – è derivata soprattutto dai testi francesi del Tristan e del Palamedes che circolavano ormai in Italia da decenni; contiene le avventure dei cavalieri erranti dai tempi di re Uter Pendragone fino all’epoca di suo figlio Artù.

Rusticiano, però, si sofferma più a lungo sulle imprese “della generazione arturiana precedente a quella dei più famosi cavalieri: protagonisti sono infatti Meliadus, padre di Tristano, il re Estragorre, padre di Dinadano, la fortissima dinastia dei Bruns e altri cavalieri del tempo di Uter Pendragone, padre di Artù. È il processo di ampliamento ciclico, [prosegue la Delcorno Branca], proprio di tutto il genere romanzesco, che portava ogni narrazione di successo ad avere degli antefatti, delle continuazioni e degli sviluppi laterali a non finire. Così alla Tavola Rotonda di Artù fa riscontro la Tavola Vecchia di Uter Pendragone.”

  • Autore Alex R. Falzon
  • Anno 1996
  • Formato 15 x 21 cm.
  • Pagine 64 pp.
  • ISBN 88-7145-129-5

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