Churchill e la campagna d’Italia

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Agosto 1944: "passaggio in Toscana"

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  • Autore: Fabio Casini
  • Anno: 2009
  • Formato: 17 x 24 cm.
  • Pagine: 216 pp., ill
  • ISBN: 978-88-7145-288-3

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Winston Churchill è sicuramente una delle personalità di spicco del XX secolo. Fu umanista, storico, grande parlamentare e patriota, ma soprattutto energico e arguto uomo di stato. Nonostante l’impulsività del suo carattere e una certa dose di cinismo, Churchill rivelò doti straordinarie di politico e condottiero dall’istante in cui Chamberlain gli cedette, nel maggio del 1940, la guida del governo.

Nel teatro bellico del secondo conflitto mondiale recitò da grande protagonista dimostrando una comprensione e una visione particolarmente acute dello sviluppo futuro degli eventi.

Pur sapendo che non ci fu un solo artefice della vittoria finale sul nazifascismo e riconoscendo indubbi meriti a Roosevelt e alla US Army, come a Stalin e all’Armata Rossa, Churchill 1 fu sicuramente uno dei costruttori di quella vittoria.

Egli agì sempre con estrema tenacia, senza risparmio di forze e con la radicata fiducia che può nascere solo dalla completa consapevolezza di lottare per una causa giusta. E giusta fu la causa che lo aveva illuminato nell’estate del ’40 quando, in una Londra bombardata e semidistrutta, riuscì a respingere le pretestuose velleità naziste.

Fin dall’inizio del suo mandato Churchill perseguì in maniera costante due obiettivi fondamentali: creare una sorta di cartello di paesi anti-nazisti che fosse il più vasto possibile, dagli USA all’URSS e attenersi a una strategia militare a lungo termine, indiretta e pragmatica, fondata in gran parte sulla guerra navale e mirante a logorare le forze nemiche, la Germania anzitutto, con minacce sull’intero perimetro della “Fortezza Europa” edificata da Hitler. È sintomatico di quest’ultima prerogativa il fatto che, sebbene la madrepatria fosse rimasta sola a lottare contro il Terzo Reich (almeno fino all’ingresso in guerra degli USA nel dicembre del 1941) e assediata nel suo “splendido isolamento”, Churchill non tolse soldati né rifornimenti alla difesa a oltranza delle due porte del Mediterraneo.

Fu un instancabile promotore di incontri e conferenze durante il secondo conflitto mondiale; cercò di imbastire la più consona ed efficace strategia di lotta contro i paesi dell’Asse e, al tempo stesso, disegnare con i suoi alleati il mondo post-bellico. Con Roosevelt portò avanti una cooperazione prolungata (identificata spesso come special partnership) non priva di discussioni e diversità di punti di vista, soprattutto per quanto riguardava la strategia bellica. Con Stalin ebbe un rapporto più distaccato (è nota l’avversità di Churchill per il comunismo) ma ciò non precluse al premier britannico di venire a patti con il capo sovietico fino a stabilire delle percentuali di influenza nell’Europa orientale e balcanica.

Si spostò da un capo all’altro del mondo per incontrare i comandanti 2 dei Corpi di Armata che operavano nei vari teatri di guerra. Volle vedere da vicino le operazioni, portare alle truppe che si preparavano all’azione il conforto della sua presenza, ispezionare i fronti e rendersi conto di persona delle situazioni sui campi di battaglia.

  • Autore Fabio Casini
  • Anno 2009
  • Formato 17 x 24 cm.
  • Pagine 216 pp., ill
  • ISBN 978-88-7145-288-3