Espansionismo giapponese e contromisure anglo-americane fra le due Guerre

Espansionismo giapponese e contromisure anglo-americane fra le due Guerre Ingrandisci

La missione Ingersoll (Londra, gennaio 1938)

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  • Autore: Fabio Casini
  • Anno: 2007
  • Formato: 17 x 24 cm.
  • Pagine: 144 pp., ill
  • ISBN: 88-7145-250-X

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Durante la Seconda guerra mondiale le relazioni fra USA e Gran Bretagna raggiunsero un livello così alto e completo di collaborazione tale da spingere gran parte degli storici 1 ad identificare l’alleanza fra i due paesi come “unica” nella storia della guerra.

Quell’alleanza si estrinsecò attraverso una fitta trama diplomatica, una efficace cooperazione economica ed una profonda collaborazione fra forze armate e servizi di intelligence, allo scopo di sconfiggere i comuni nemici, le dittature nazi-fasciste.

La speciale partnership fra Gran Bretagna e USA toccò il suo apice dopo l’attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor, il 7 dicembre 1941. Tuttavia i primi passi verso una proficua collaborazione fra i due stati furono compiuti, a scopo cautelativo, verso la fine degli anni ’30, divenendo più intensi al momento dello scoppio della guerra in Europa nel settembre 1939 (quando gli USA erano ancora neutrali). Lo scenario mondiale di quegli anni non era affatto rassicurante se si considera da una parte l’ascesa al potere di Hitler ed i suoi primi minacciosi passi in politica estera (annessione dell’Austria e Cecoslovacchia) e dall’altra, la fastidiosa politica di conquista che la dittatura militare in Giappone stava sviluppando ai danni della Cina. I nipponici miravano ad ottenere il controllo del Pacifico e di vaste aree dell’Est Asia: proprio settori in cui Gran Bretagna e USA avevano grossi interessi da salvaguardare.

A questo quadro si deve aggiungere il formarsi del pericoloso triangolo che univa queste due dittature all’Italia fascista di Mussolini: un’Asse che sarebbe divenuta formale alleanza offensiva nel 1940 (Patto Tripartito). Il nostro lavoro ha analizzato le discussioni che si svilupparono fra Gran Bretagna e USA allo scopo di predisporre determinati programmi comuni di difesa, in particolar modo in campo navale e contro le mire egemoniche giapponesi.

Giova ricordare che le relazioni fra le due potenze in quel settore di armamenti, non erano sempre state idilliache: anzi, dopo il primo conflitto mondiale si giunse a forme di vero e proprio antagonismo in materia navale 2. Negli USA si sviluppò, fra gli ufficiali della Marina (la US Navy) ma anche presso i vertici del governo, un sentimento anti-britannico ed un forte desiderio di costituire una “Navy Second to None”. Questa ambizione americana di raggiungere almeno la parità con la grande flotta inglese, se non, alla lunga, di superarla, costituì il filo conduttore delle conferenze sul disarmo navale realizzatesi nel 1922, 1930 e 1935-36.

L’antagonismo fra USA e Gran Bretagna, tipico degli anni del primo dopoguerra, fu superato nei tardi anni ’30 e si tramutò in volontà di cooperazione 3. Rimase, comunque, nonostante l’instaurazione di rapporti amichevoli, una certa competizione fra le due Marine, almeno fino al 1941. La Marina britannica (Royal Navy) fu sempre animata dal desiderio di mantenere un ruolo importante negli Oceani, anche se dovette abdicare alla posizione di egemonia che aveva vantato negli anni precedenti. Lottò per mantenere il passo della US Navy, in continua crescita, ma fu costretta a cedere quando lo scenario bellico impose determinate scelte.

La politica della Marina statunitense fu diretta a sostenere gli inglesi nella guerra contro i comuni nemici, ma fu caratterizzata sempre dalla consapevolezza di svolgere un ruolo di primo piano. Era, quella della US Navy, una posizione che rispecchiava l’indiscussa leadership americana nella direzione generale della guerra, dal 1941 in poi, sia nel settore europeo che atlantico: “…the stakes were high: leadership in the wartime coalition, with all that it implied in terms of political, diplomatic and economic opportunity when peace came…” 4.

Un notevole impulso alla collaborazione in materia navale con gli inglesi, fu dato dal Presidente Roosevelt. Infatti, nei primi anni del suo mandato, le relazioni con la Gran Bretagna divennero meno tese, fino a diventare amichevoli nel periodo fra il 1937 e il 1941 5.

Proprio nel 1937, Roosevelt fu abbastanza determinato nello stabilire dei contatti con gli inglesi allo scopo di contenere l’espansionismo giapponese: un espansionismo che non era soltanto territoriale (Est asiatico ed area del Pacifico), ma anche militare, visto che Tokyo aveva ripudiato i trattati sul disarmo ed aveva autorizzato importanti programmi di costruzioni navali, mettendo così in piena luce tutte le sue intenzioni bellicose.

Occorreva, secondo Roosevelt, instaurare una efficace collaborazione fra la Marina statunitense e quella inglese. In quell’ottica, i primi contatti furono realizzati attraverso la missione del capitano Ingersoll a Londra, nel gennaio 1938. Quella di Ingersoll fu soltanto la prima di una serie di iniziative attraverso le quali gli anglo-americani cercavano di imbastire una proficua cooperazione per contenere il pericoloso espansionismo nipponico. Dopo lo scoppio della guerra in Europa, la ricerca di forme costruttive di collaborazione fra i due paesi assunse nuovi connotati e contenuti. L’eventuale collaborazione nel Pacifico in chiave anti-giapponese, infatti, non poteva prescindere da una contemporanea cooperazione nell’Atlantico, contro i paesi dell’Asse, in particolar modo contro la Germania, e dunque qualsiasi tipo di azione congiunta fra le due Marine nelle diverse aree d’interesse, andava ben ponderata. La ricerca si è soffermata sul significato della missione Ingersoll, sulle aspettative che essa produsse a Londra e Washington e sulle ripercussioni che tale missione generò nel quadro della futura alleanza fra Gran Bretagna e Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.

  • Autore Fabio Casini
  • Anno 2007
  • Formato 17 x 24 cm.
  • Pagine 144 pp., ill
  • ISBN 88-7145-250-X