Innalzate gli stendardi vittoriosi!

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Dalle compagnie militari alle Contrade (Siena, XIII-XVI secolo)

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  • Autore: Giovanni Mazzini

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Le prime notizie sull’esistenza di società delle armi nell’Italia comunale cominciano ad affiorare sul finire del XII secolo . Definire cosa fossero queste organizzazioni di cittadini dediti all’esercizio delle armi non è semplice, al cospetto di una gran varietà di comportamenti e situazioni rilevabili in tutte le decine di città dell’Italia centro-settentrionale, che fa di ognuna di esse un unicum e rende arduo ogni confronto anche fra comuni vicini quali Milano e Cremona, Verona e Padova, Firenze e Siena . È indubbio che molte di queste aggregazioni, denominabili anche come società militari, sono almeno inizialmente composte da appartenenti alla nobiltà urbana, spesso in possesso del rango di cavaliere. Un esempio noto è quello della societas militum de la Morte, documentata a Milano nel 1176 : 900 milites muniti di potenti destrieri che giurano di non arretrare mai davanti al nemico; i suoi membri ricevono un anello d’oro e sono retribuiti dal Comune . Nello stesso anno si registra anche l’esistenza di una società de populo, formata da 300 uomini incaricati di difendere il carroccio; anche costoro giurano di morire piuttosto che abbandonare il campo di battaglia . Il sorgere di queste congreghe si inquadra infatti con grande probabilità nello strutturarsi del gruppo sociale dei milites in una organizzazione politica e armata – appunto la societas militum – sorta per fronteggiare il corrispondente organismo intorno al quale si coagula il populus; fenomeno che si verifica più o meno in ogni libero comune .

  • Autore Giovanni Mazzini

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