Guida cicloturistica del Chianti

Guida cicloturistica del Chianti Ingrandisci
  • Autore: Fabio Masotti e Giancarlo Brocci
  • Anno: 1998
  • Formato: 22 x 12 cm., 32 cartine
  • Pagine: 102 pp., ill
  • ISBN: 88-7145-143-0

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L’idea di lavorare alla creazione di un Parco cliclistico è nata dalla certezza che per la bicicletta, sempre più, era necessario individuare delle vie di fuga dall’assedio mortale del motore.

Già la mountain bike è stata un’entusiasmante ed esplosiva risposta all’esuberante movimento di pedalatori; ma la strada, la palestra più antica del ciclista, non poteva essere bandita ad un esercito sempre più in crescita, non del tutto disposto a confinarsi in sentieri marginali in sella ad un mezzo “diverso”.

Un Parco per la bici, quindi, voleva dire creare una zona dove essa fosse privilegiata, trovasse spazi e servizi, percorsi di ogni tipo assieme ad un’ accoglienza speciale. Il Chianti di suo è zona baciata dal nume dell’ambiente; un contenitore già ideale, a prescindere da cosa fare per arricchirlo in chiave cicloturistica.

L’Associazione Parco Ciclistico del Chianti ha puntato, per ora, a coinvolgere i quattro comuni senesi di Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole e Radda, più quello fiorentino di Greve, ottenendone l’adozione del progetto con formali delibere. In questo magnifico territorio esiste una rete di quasi 400 chilometri di strade asfaltate, quasi tutte a bassissima incidenza di traffico ( quasi mai di quello pesante).

Il patrimonio di sterrati in ottimo stato è altrettanto importante e il successo de “L’Eroica”, unica cicloturistica d’epoca, ne è esemplare testimonianza.

A ciò si aggiunge l’infinita capillarizzazione dei sentieri, dentro una vastissima e incontaminata area boschiva. Uno scorcio memorabile, un piccolo borgo medioevale fortificato, una pieve romanica, un castello, una cantina, vigneti, ulivi, cipressi, casolari dall’inconfondibile struttura granducale. Tecnicamente vi sono poi percorsi per tutti i gusti, con dolci saliscendi o salite durissime; a misura d’uomo, però, visto che non si superano mai i 900 metri di altitudine.

Dentro questo straordinario ciclo-habitat, l’Associazione Parco Ciclistico del Chianti va collocando, a rate, tasselli del progetto complessivo: grandi manifestazioni nazionali ( “ Gino Bartali” e “L’Eroica”), la guida cicloturistica che qua proponiamo, una cartellonistica che, già finanziata dalla Regione Toscana, sarà impiantata al più presto. Quindi una tessera per il cicloturista con una rete di servizi convenzionati ( ristoranti, alberghi, agriturismi, fattorie ecc.), l’intento di realizzare un museo fotografico del ciclismo, il controllo di potabilità dei fontanili stradali, il recupero di vecchie vie medioevali oggi in parte abbandonate, la creazione di piazzole panoramiche attrezzate per la sosta, oltre ai servizi di assistenza e noleggio.

Ed inoltre, una o più strutture ricettive a prezzi accessibili per il cicloturista che sceglie il Chianti come regione da visitare e conoscere sulle due ruote. Perché il Chianti è zona di straordinario pregio paesaggistico che merita di essere aperta con giudizio ad un turista qualificato, offerta a chi sa apprezzare in tranquillità silenzi e colori, a chi saprà scoprirla senza impatto, senza il frastuono e la fretta del consumo. Ovvero in punta di pedale.

  • Autore Fabio Masotti e Giancarlo Brocci
  • Anno 1998
  • Formato 22 x 12 cm., 32 cartine
  • Pagine 102 pp., ill
  • ISBN 88-7145-143-0

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