Carta archeologica della provincia di Siena

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Vol. VIII: Buonconvento

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  • Autore: a cura di Filippo Cenni
  • Anno: 2007
  • Formato: 22,5 x 29,5 cm.
  • Pagine: 400 pp., ill
  • ISBN: 978-88-7145-258-6

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Il territorio comunale di Buonconvento è geograficamente situato nella Val d’Arbia, nel comprensorio delle Crete senesi, 25 km a sud di Siena. Si estende per 64,5 kmq e confina a nord-ovest con il comune di Monteroni d’Arbia, a nord-est con Asciano, a est con San Giovanni d’Asso, a sud con Montalcino e a ovest con Murlo.

I confini, eccetto che in un breve tratto del lato nord-occidentale e in quello sud-orientale del territorio comunale, sono determinati da limiti naturali. Il fiume Arbia traccia infatti il confine nord-occidentale, mentre il fiume Ombrone disegna il lato nord-est e la parte ovest del limite meridionale, completato a est dal corso del torrente Serlate. Fossi di piccole e medie dimensioni che affluiscono nell’Ombrone costituiscono buona parte dei rimanenti confini comunali: il fosso di Rigagliano costituisce il lato sud-occidentale del comprensorio comunale, mentre i fossi del Vespero e di Belvedere, insieme ai fossi di Olimena e di Caprili, delimitano il prolungamento est. Piccole macchie boschive, strade vicinali e confini campestri rappresentano invece il resto dei confini comunali.

Il territorio di Buonconvento fa parte del paesaggio delle Crete senesi, tipico di tutta la campagna a sud di Siena, che dalle propaggini meridionali dei monti del Chianti si estende attraverso la Val d’Arbia e la Val d’Orcia fino alle pendici del Monte Amiata e i rilievi di Cetona. Il paesaggio è caratterizzato da un insieme di basse colline argillose rotondeggianti, con declivi dolci e incisioni vallive poco accentuate, sprovviste di vegetazione arborea, eccetto piccole macchie di bosco di cerro, che si inseriscono in un territorio intensamente coltivato in forme che privilegiano nettamente i seminativi nudi.

Ai piedi dei declivi collinari si raccordano le pianure alluvionali, attraversate dai fiumi Arbia e Ombrone, che creano un’ampia area pianeggiante alla confluenza di due corsi d’acqua nella zona centrale del comune, anch’esse contraddistinte da vaste superfici di seminativi nudi.

Il quadro paesaggistico appena delineato è il frutto dei processi geologici e di un uso del suolo molto particolare nel quadro del paesaggio collinare toscano, determinato proprio dalla necessità di adattare le attività agricole alle caratteristiche dei terreni argillosi.

  • Autore a cura di Filippo Cenni
  • Anno 2007
  • Formato 22,5 x 29,5 cm.
  • Pagine 400 pp., ill
  • ISBN 978-88-7145-258-6

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