Carta archeologica della provincia di Siena

Carta archeologica della provincia di Siena Ingrandisci

Vol. V: Murlo

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  • Autore: a cura di Stefano Campana
  • Anno: 2001
  • Formato: 22,5 x 29,5 cm.
  • Pagine: 236 pp. ill.
  • ISBN: 88-7145-183-1

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L’elaborazione della Carta Archeologica di Murlo si è svolta negli stessi tempi di una ricerca dedicata alle “basi cartografiche per l’archeologia dei paesaggi storici” per la quale era stato scelto come campione lo stesso territorio comunale. L’unità di ricerca costituita presso il Dipartimento di Storia comprendeva un gruppo di lavoro formato da geografi, geologi e biologi, e aveva come obiettivo quello di costruire una base di riferimento che mettesse in grado gli archeologi di utilizzare fonti informative di diversa provenienza, tramite un adeguato trattamento cartografico delle informazioni. L’ipotesi che è stata sviluppata, in particolare, è quella che mette in relazione le basi geo-litologiche con lo stato attuale della vegetazione e la fisionomia storica dei paesaggi, quale si può ricostruire attraverso l’elaborazione di fonti cartografiche quali il Catasto Leopoldino del 1825. In questa sede vengono presentati alcuni primi risultati della ricerca, insieme ai contributi di Fabio Sandrelli con Francesco Parigi e di Alessandro Chiarucci con Duccio Rocchini, che consentono anche di valutare la portata delle ricognizioni svolte dagli archeologi sul terreno e di collocare i siti documentati nella Carta Archeologica in una visione di insieme del territorio di Murlo. Osservato in una carta ottenuta dalle ombreggiature del modello digitale del terreno (Fig. 1), il territorio di Murlo appare come un ampio promontorio che si protende a nord e a est verso le crete senesi e il piano di Rosia, ben delimitato a ovest e a sud dai solchi della Merse e dell’Ombrone. La geologia ci insegna che si tratta di un segmento della Dorsale Medio Toscana, che a dispetto delle modeste altitudini dei rilievi appartiene a uno dei corrugamenti prodotti dal sollevamento appenninico, e unisce idealmente (ma anche visivamente) la Montagnola senese con i poggi di Montalcino e il cono vulcanico amiatino. Siamo dunque sulla sponda marittima del grande bacino senese, colmato dalla distesa delle argille plioceniche fino alla sponda continentale che va dai Monti del Chianti al Cetona: l’occhio di un osservatore che guarda verso sud dalla torre del Mangia percepisce la continuità delle due dorsali più per l’aspetto della copertura boschiva, nettamente in contrasto con le distese aperte delle crete, che non per la consistenza dei rilievi. Continuità dei rilievi e continuità della copertura vegetale nascondono tuttavia un mosaico estremamente differenziato sia dal punto di vista geologico che da quello dell’insediamento umano e dei paesaggi.

  • Autore a cura di Stefano Campana
  • Anno 2001
  • Formato 22,5 x 29,5 cm.
  • Pagine 236 pp. ill.
  • ISBN 88-7145-183-1

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